I simboli sono elementi della comunicazione molto importanti per noi esseri umani perché sono in grado di esprimere un significato ideale del quale essi stessi diventano il significante. Davanti all’immagine di una freccia ad esempio, la nostra mente immediatamente intuisce – in maniera universale – che indica la direzione in cui bisogna andare, e così associa a questo specifico segno grafico non solo un significato, ma anche l’azione che ne consegue.
Da migliaia di anni, i simboli assolvono alla funzione di far comunicare tra di loro il coscio con l’inconscio, sono cioè tramiti tra “questa relatà” (concreta, fattiva e decisionale) e “l’altrà relatà” (intuitiva, misteriosa e magica).
Ed è proprio il fatto di “esistere da sempre” che ha fatto acquisire ad alcuni di loro un potenziale energetico specifico, tanto più significativo quanto più evocativo è il modello archetipico a cui si ricollegano. Non solo, ma essendo riconosciuti come costrutti matematici puri, possiedono “naturalmente” una loro energia. Pensiamo ad esempio alla spirale. Questa è un simbolo che troviamo in tutte le culture ed è sempre stata legata a luoghi di potere, di culto o di trasmutazione (nell’antichità le tombe erano il luogo dove lo spirito lasciava il corpo materiale per vivere in eterno nella sua forma spirituale, era quindi una trasmutazione, un passaggio).
Ecco così spiegato il motivo per cui, alcuni simboli (noti anche come “simboli di potere”) si ritrovino identici in tutte le culture e le popolazioni della Terra: semplicemente hanno assolto alla stessa funzione rappresentando lo stesso archetipo.
E non è nemmeno difficile comprendere la ragione per cui sono stati usati sin dall’origine dei tempi nei riti magici e religiosi, nelle pratiche divinatorie (pensiamo ad esempio alle rune), o per sottolineare il potere di chi li “padroneggiava” così da incutere timore e sottomissione.

 

I simboli del Tera Mai

Anche i Simboli del Tera Mai funzionano similmente a tutti gli altri simboli di potere: ognuno di essi ha una specifica frequenza energetica e serve ad uno scopo preciso. Non è importante credere che funzionino: sono infatti “caricati” di un’energia intrinseca che esiste e viene fuori a prescindere dalle credenze di ognuno. È invece fondamentale essere un canale pulito, perché l’efficacia e la potenza di questi simboli dipendono da quanta energia di guarigione e/o energia psichica sia in grado di canalizzare chi li usa.

Nel Reiki tradizionale vengono insegnati solo 3 simboli: Cho Ku Rei singolo, Sei Hay Key singolo e Hon Sha Za Sho Nen. Al contrario nel sistema Tera Mai™ sono trasmessi molti più simboli, cosa che consente di essere molto più specifici durante le sessioni di guarigione energetica.

Nel Sitema Tera Mai, i primi simboli vengono trasmessi nel corso di Tera Mai Reiki II e possono essere usati per guarire noi stessi, guarire gli altri (anche a distanza), caricare e programmare cristalli, guarire gli animali, le piante e le situazioni. Possono essere usati per la protezione o per andare a lavorare su eventi del nostro passato, persino del futuro.  Sono uno strumento potente che possiamo usare ogni giorno anche nella quotidianità per migliorare e arricchire la nostra vita.

Cho Ku Rei (da grande a piccolo)

Cho Ku Rei che da grande diventa piccolo

Il Cho Ku Rei è il primo e forse più usato simbolo del Reiki. Rappresenta e chiama l’energia dell’universo qui e ora! È un attivatore, un interruttore che consente di energizzare e potenziare gli altri simboli. Una parte del suo grafo è la spirale che, come detto in precedenza, è uno dei simboli più antichi al mondo e rappresenta l’energia nella sua forma più pura.

Troviamo il simbolo della spirale in ogni cultura, uno dei più antichi appartiene ad esempio ai templi megalitici di Malta, dove ben 5200 anni prima di Cristo vengono incise a scopo rituale ed energetico diverse figure contenenti questo segno. Le troviamo nuovamente a Malta nell’Ipogeo, il tempio sotterraneo dedicato alla Dea Madre (3600 a.c.) e in Irlanda a Newgrange dove, proprio all’ingresso, una pietra ne è ricoperta. Andando nelle Americhe la troviamo nell’arte MesoAmericana e  in quella dei Nativi d’America passando per la piana di Nazca.

Nel Reiki tradizionale viene tramandata solo la metà di destra, e questo ne dimezza letteralmente il potenziale energetico.
La parte sinistra del simbolo, con la spirale oraria, collega al cielo e all’energia maschile, mentre la parte destra, con la spirale antioraria, collega alla terra e all’energia femminile. L’unione delle due metà rende il simbolo e l’energia che attiva più armoniosi ed equilibrati.
Questo Cho Ku Rei, la cui spirale ruota dall’esterno verso il centro, serve per concentrare l’energia sul particolare e quindi su un aspetto del problema:

  • incrementa l’energia
  • focalizza l’intervento di guarigione
  • potenzia gli altri simboli
  • chiude i trattamenti
  • protegge la propria aura e quella degli altri
  • protegge gli oggetti
  • serve nella pulizia energetica delle stanze
  • serve per programmare e pulire i cristalli (cristalloterapia)
  • potenzia i Fiori di Bach
  • potenzia gli olii essenziali

Questi sono solo alcuni dei suoi tanti usi: ognuno può meditare su questo simbolo per apprenderne il potere e comprendere come usarlo al meglio secondo le proprie necessità.

 

Cho Ku Rei (da piccolo a grande)

Cho Ku Rei che da piccolo diventa grande

Questo simbolo è simile al precedente ma la spirale va da piccola a grande verso l’infinito. Viene trasmesso nel Tera Mai Seichem e al contrario del precedente guarda all’intero disegno o su tutti gli aspetti di un problema. Può essere usato da solo, insieme ad altri simboli per energizzarli o in armonizzazione con il precedente Cho Ku Rei (che da grande diventa piccolo) per aumentare ancora di più il potere della guarigione. Il simbolo è stato donato a Kathleen Milner dal Buddha.

Sei Hei Ki

Simbolo Sey Hey Ki

Questo simbolo è anche noto come “Mentale” perché permette di lavorare sulla psiche e sul  campo mentale. Aiuta ad armonizzare il cervello con il resto del corpo. Viene utilizzato per portare in superficie le cause mentali ed emozionali di disturbi (o disagi) aiutando quindi a risolverle all’origine. È anch’esso un simbolo di grande potere che facilita anche l’armonizzazione delle emozioni.

Nel Reiki tradizionale, anche il Sei Hei Ki, come il Cho Ku Rei, fu tramandato incompleto: in occidente compare infatti solo la sua metà destra, e questo ovviamente ha determinato il dimezzamento della sua energia originale. Il simbolo potrebbe sembrare sia un viso che un cervello visto in sezione ed in effetti si usa per armonizzare fra loro i due emisferi cerebrali ed equilibrare la sfera mentale.
Il simbolo inoltre, aiuta a fare chiarezza e a ristabilire l’immagine del corpo secondo il Progetto Divino. Purifica e cambia i pensieri, le percezioni e può aiutare a trasformare il modo in cui pensiamo, cambiando di fatto interamente la nostra vita. Calmare la mente, creare pace mentale, aiuta a vivere nel momento presente.

Anche questo simbolo può essere usato per svariati scopi:

  • Sbloccare l’energia mentale
  • Risolvere le dipendenze (affettive, chimiche, ecc.)
  • Perdere peso
  • Ricordare dove abbiamo messo un oggetto che non troviamo più
  • Aiutare chi studia a memorizzare con facilità e a fare meno fatica nello studio
  • Lasciare andare condizionamenti, credenze, giudizi, schemi di pensiero limitanti

È sicuramente uno dei simboli più interessanti con il quale lavorare dopo aver preso l’iniziazione al Tera Mai Reiki II.

Hon Sha Za Sho Nen

Hon Sha Za Sho Nen

Hon Sha Za Sho Nen è il simbolo della connessione a distanza. È grazie ad esso che il guaritore può inviare energia a distanza sia nel tempo che nello spazio. Uno dei suoi possibili significati è infatti “nessun passato, nessun presente, nessun futuro” proprio ad indicare la sua capacità di travalicare il concetto di tempo. In altre trascrizioni lo troviamo come “la divinità che è in me saluta la divinità che è in te” un concetto di origine buddista che però ritroviamo in altre culture e starebbe ad indicare la capacità di questo simbolo di lavorare sulle questioni karmiche.
È sicuramente uno dei simboli più complessi da disegnare e ricorda chiaramente un kanji giapponese. Grazie ad esso e all’intenzione di chi lo traccia, può essere attivato un ponte che collega guaritore e ricevente, al fine di manifestare la guarigione anche senza essere entrambi nello stesso luogo. Per questo, può essere usato anche per trattare situazioni o eventi che avverranno nel futuro – così da creare le condizioni più favorevoli alla loro manifestazione – o che sono accaduti nel passato per elaborarne eventuali traumi e portare guarigione nel momento presente.

Per quanto possa sembrare “assurdo” superare i limiti del tempo e dello spazio, basta avere una mente aperta e guardare alle ultime scoperte scientifiche in campo quantistico, per comprendere come in realtà tutto ciò sia assolutamente fattibile. Quello che succede è abbastanza simile a quanto descritto nell’entanglement quantistico.

Questo simbolo può essere usato per:

  • trattare persone che si trovano fisicamente distanti da noi
  • trattare persone a breve distanza (ad esempio qualcuno in terapia intensiva, dove non si può entrare)
  • mandare energia ad eventi futuri
  • mandare energia ad eventi passati anche traumatici (per esempio a noi stessi bambini a quella particolare età in cui abbiamo avuto un problema)
  • aiutare il cellulare a prendere meglio (si, avete capito bene)
  • proteggersi dalle onde elettromagnetiche, ad esempio del computer

 

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